Luca Manfredo The Darken Novels Luca Manfredo The Darken Novels Luca Manfredo The Darken Novels
Luca Manfredo scrittore

Schiavi della paura

Paura e diffidenza scatenate dal virus


schiavi della paura coronavirus luca manfredo

 

C’è chi dice che non torneremo mai più come prima, che ormai i danni sono così profondi da essere insanabili. Forse, anche in ciò, risiede la verità.

Forse le aziende riprenderanno a far soldi, e con il giusto tempo saneranno le proprie ferite. Questo potrebbe tornare alla normalità.

Potremmo aspettare una cura miracolosa, sperare nel lampo di genio di qualcuno e attendere di essere salvati ancora e ancora.


Forse l’affermazione che non torneremo più come prima non è riferita all’economia ma alle persone.


L’informazione è ovunque. L’informazione è conoscenza. E la conoscenza è potere. Ma questa, spesso, è abusata, e laddove la conoscenza è istruzione e cultura, proprio come il rovescio di una moneta, questa diventa ignoranza.


La televisione, i social network, il web in generale e la radio possono così trasformarsi da mezzi di svago che tanto ci allietano le giornate in cui siamo e rimaniamo ancora isolati nella confortante convinzione della sicurezza delle nostre case si tramutano in un mostro ipnotico che sotto docili spoglie ci sussurra parole convincenti su quanto accade nel mondo oltre la nostra porta.


I media non sono dalla nostra parte, questo è sicuro. Ovunque si posi l’occhio o si tenda l’orecchio, non sentiamo altro che infinite discussioni di decine di esperti che narrano le proprie impressioni sotto le credibili luci degli studi televisivi, fornendo dati, numeri, percentuali e convincenti spiegazioni su quanto di terribile sta accadendo nel mondo. E in aggiunta a tutto questo, non fanno di certo bene gli innumerevoli film che passano in trasmissione, quelli trattanti argomenti come quarantene, epidemie, morti di massa, e qualunque altro argomento fantascientifico che, oggi, sembra avvicinarsi alla realtà.


E i social network? Un mare di notizie, un feed infinito di informazioni fatte di immagini spesso fuori contesto e post riportanti notizie molte volte non verificate, prese per buone e pubblicate agli occhi di tutti solamente per accaparrarsi qualche click e un po’ di attenzione in più.


Spesso i media ci propinano fake news, presentate, impacchettate e servite in modo così professionale da sembrare vere. E noi, a forza di sentirle, di vederle e di essere costantemente bombardati da migliaia di messaggi, finiamo con iniziare a credere alle prime impressioni, compiendo così i primi passi verso una digressione sempre più profonda. Come ipnotizzati da questo stuolo di elementi, iniziamo a cambiare, a diventare più suggestionabili, ad alimentare le fiamme di un fuoco in cui forgiare le nostre catene. Sì, perché quelle stesse informazioni che dovrebbero renderci migliori, più colti e capaci di analizzare il mondo intorno a noi, si trasformano in catene volte a imprigionarci, a privarci della nostra capacità di vedere la realtà senza il cupo filtro della paura.


Notizie sempre diverse, spesso non verificate, trovano una più facile condivisione. Molti di noi nemmeno si fermano a fare ricerche, a verificare quanta verità si celi dietro queste notizie, creando così un crescente allarmismo di massa che non fa che divenire veleno per noi stessi.


Pian piano, tutto ripartirà. Ma riusciremo a farlo anche noi come persone?



Molti di noi ormai si sono abituati a seguire, a farsi suggestionare da ogni nuova notizia, a prendere per buono ogni allarmismo spesso senza verificarne la veridicità. Si diventa schiavi delle proprie paure.


Temiamo le persone, le vediamo come potenziali pericoli alle nostre vite, minacce per il nostro futuro, senza accorgerci che così stiamo smarrendo la nostra umanità.


Quand’è l’ultima volta che avete abbracciato qualcuno?

Un abbraccio, una stretta da mano, un bacio, la sottile bellezza dello sfiorarsi sono atti che abbiamo dato sempre per scontati e che spesso sono scivolati nel banale. Ma un abbraccio è qualcosa di molto potente. Il contatto fisico è una meravigliosa forma di comunicazione, la più intensa e profonda connessione tra due persone. Oggi, dopo tante settimane, ad alcuni di noi quest’assenza pesa sempre di più.


E anche il semplice sedersi l’uno accanto all’altro, magari a sorseggiare qualcosa e chiacchierare di banalità, sorridere a chi noi teniamo guardandolo negli occhi senza uno schermo di vetro a frapporsi tra noi, diventa un momento di timore e ansia. Perché prima pensavamo ad assaporare il momento, e invece ora lo temiamo.


La paura di restare infetti fomenta quella di poter morire. In realtà, però, oggi abbiamo più paura di vivere.

Siamo sempre più schiavi di noi stessi.


Quando tutto ciò passerà, che cosa resterà di noi come persone?

Non lasciate che la paura vi guidi nella direzione sbagliata. Prendete precauzioni, adottate le protezioni che volete, ma non temete una passeggiata con chi vi è mancato fino al giorno prima, perché, proprio come le brutte abitudini, le paure si radicano con facilità, come una rigogliosa pianta infestante che sarà molto difficile da estirpare.


Informatevi, ma verificate sempre i fatti. Fate ricerche per vedere quanto le notizie siano vere.

Spegnete la televisione e allontanatevi dalla marea di notizie che emergono ogni giorno. Scegliete di passare il tempo magari leggendo un buon libro.

Ma, soprattutto, non privatevi della compagnia delle persone, perché la nostra umanità è un bene assai prezioso quanto spesso sottovalutato.


Non vivete nella paura, non divenitevi schiavi. Mantenere la nostra umanità è il primo passo verso il ritorno alla normalità.


Luca Manfredo

 

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