Luca Manfredo The Darken Novels Luca Manfredo The Darken Novels Luca Manfredo The Darken Novels
Luca Manfredo scrittore

40South Energy Italia

Una start-up italiana nell’energia rinnovabile


40south energia rinnovabile mare

 

Nel 2007 Michele Grassi fonda la start-up 40South Energy Italia mosso da un ambizioso progetto: ottenere energia pulita dal moto continuo delle onde.


L’energia è fondamentale per le nostre vite. Ormai siamo totalmente dipendenti dall’elettricità. È il progresso, e questo porta con sé grandi comodità cui nessuno vuole più rinunciare. Da un lato, è logico e giusto.

Ma come la tecnologia avanza in tantissimi settori, non possiamo di certo ignorare quello dell’energia pulita. I mezzi già esistono, e i primi importanti piani di investimento stanno prendendo il via per creare un futuro più sostenibile.


Nel settore dell’eco-sostenibilità energetica la prima tecnologia che ci viene in mente è il fotovoltaico.


Il fotovoltaico ha subito enormi cambiamenti nel corso dell’ultimo decennio, migliorando le proprie prestazioni in modo molto importante, anche con nuove possibilità di applicazioni estetiche. Oggi si possono scegliere pannelli thin film, una variante sottile e flessibile, oltre che leggera; oppure si può optare per soluzioni un po’ più costose, come i pannelli trasparenti, utilizzati per sostituire vetrate e altri infissi simili e ottenere energia senza sacrificare l’estetica.


Sempre parlando di “impatto estetico”, i campi fotovoltaici di certo fanno la loro parte. E non parliamo poi delle pale eoliche, che quanto a impatto ambientale hanno sempre fatto molto discutere, ponendo più volte l’attenzione su questo problema agli occhi dei media.


Prima di andare avanti, facciamo una piccola precisazione scientifica.


Secondo la legge di conservazione dell'energia, nulla si crea e nulla si distrugge. Ciò significa che l’energia non può essere creata dal nulla. Può, però, essere trasformata.

Altro punto importante su cui soffermarsi è la conversione della stessa. Ogni elemento che possiede una massa produce energia nel suo spostamento, e questo può essere appunto convertito in altre forme di energia.


Il problema è sempre legato all’efficienza delle conversioni energetiche.


I pannelli solari raggiungono oggi punte del 25%; l’eolico continua a essere tra i più efficienti, raggiungendo addirittura il 50% dell’efficienza, a discapito del paesaggio, ma solo in condizioni di forte vento, il che non si mantiene di certo costante nel tempo; perciò grande efficienza massima per poco tempo.


L’idea di Michele Grassi permette di mantenere tali livelli di efficienza energetica con un impatto paesaggistico molto basso e di produrre costantemente energia pulita.


Nasce il progetto H24, tecnologia che sfrutta il moto delle onde.


Questa tecnologia produce energia sfruttando appunto il moto delle onde. E il moto ondoso, a differenza del sole, che può essere coperto dalle nubi, o del vento, che non soffia abbastanza da produrre interessanti quantità di energia, l’azione del mare è sempre costante.

Il macchinario si adagia sui fondali, scomparendo così alla vista. Il moto perpetuo delle onde fa scorrere la parte mobile su un binario con un andirivieni continuo sfruttando la pressione sottomarina generata dalle onde, azione che, rifacendoci ai principi sopra esposti, converte l’energia cinetica in elettrica. Il tutto a zero emissioni di CO2. E tutto questo fornisce circa 50 KW di potenza già a soli sei metri di profondità, il che rende installabile il macchinario a poca distanza dalle coste. Tenendo anche conto della conformazione dell’Italia, il nostro Paese ha più di 7000 kilometri di coste.


La tecnologia H24 è potenzialmente scalabile. Tradotto, significa che sarà possibile ottenere efficienze energetiche pari o addirittura superiori diminuendo la dimensione dei macchinari e riducendone i costi di produzione. Attualmente, l’impianto H24 misura ventiquattro metri di lunghezza.

Oggigiorno, con un investimento pubblico di 20 miliardi si può coprire efficacemente il 20% del fabbisogno energetico nazionale. Sembrano cifre da capogiro, ma qualcuno sta già investendo. Tra i due maggiori investitori ci sono Enel Green Power e Invitalia Ventures, finanziamenti che hanno portato all’installazione del primo modulo a Marina di Pisa.


Da poco si è svolto a Genova il ReThink Circular Ocean Forum, un incontro volto a mostrare progetti in corso e possibili trend evolutivi applicati all’ambiente marino.


Le potenzialità sono molto promettenti, così come i costi di installazione di un singolo modulo, oggi attestante sui 200mila euro. Chissà, in futuro potrebbe costare ancora meno, certamente utile a piccole comunità e isole italiane non interconnesse con la terraferma. Speriamo in bene in un futuro migliore.


Se l’articolo ti è piaciuto, metti un like sulla pagina facebook Luca Manfredo (trovi i link in basso). Alla prossima!

 

Metti "Mi Piace" alla pagina facebook.
Oppure condividi questa pagina, se i contenuti ti sono piaciuti