Luca Manfredo The Darken Novels Luca Manfredo The Darken Novels Luca Manfredo The Darken Novels
Luca Manfredo scrittore

Una riflessione sugli audiolibri

Quando ascolto e lettura si incontrano


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Ho spesso sentito parlare degli audiolibri, tantoché la mia curiosità è stata sollecitata nel corso dei mesi.

Su facebook e youtube mi sono spesso apparsi suggerimenti su questo genere di contenuti multimediali, spesso con titoli anche famosi come Harry Potter, Hunger Games, Il Signore degli Anelli e alcuni contenuti di Stephen King; mi sono anche imbattuto in autori classici come Edgar Allan Poe, Emily Bronte e Jane Austin.


Sarò sincero: non sono riuscito ad ascoltare un audiolibro oltre i primi capitoli.


Ascoltare non significa leggere.

Il primo punto non gioca a favore. Un audiolibro ci solleva dal compito della lettura, privandoci dell’innato piacere insito nei libri.


C’è chi sostiene che l’ascolto aumenti la comprensione strutturale del testo.

Vi ricordate a scuola, quando ci facevano leggere libri di narrativa in classe, magari solo qualche paragrafo a testa? La mia maestra sosteneva che ascoltare era importante, ma, sinceramente, non ho mai reputato così utile quest’attività. Ai tempi, soprattutto a dieci/undici anni, le capacità di lettura ad alta voce non erano proprio eccellenti, ancor meno le mie!

Risultato: dentro da un orecchio e fuori dall’altro. O quasi.


Problemi di dizione.

Questo ci porta al secondo punto, quello in cui un piccolo “pro” emerge… se la voce narrante ha ottime capacità di dizione.

Lo scopo di un audiolibro è rendere accessibile il contenuto a chi non vuole o non può leggere in quel momento. Se siete nel letto, al buio, allora un audiolibro può consentirvi di continuare il vostro libro.


La dizione, però, è il tassello più importante, quello che consente al contenuto di essere ricordato.


L’utilizzo dei giusti accenti, della direzionalità dei suoni, le flessioni della voce, le pause; tutti elementi che possono differenziare il successo di un audiolibro da un fiasco totale. E l’equilibrio è davvero precario. Basta un nulla che tutto crolla.


Audiolibri: una sola voce narrante

Eccoci al terzo punto, qualcosa che davvero ha fatto definitivamente pendere l’ago della bilancia verso il “no”.


In alcuni casi, la voce narrante mi ha davvero infastidito… soprattutto quando ti ritrovi ad ascoltare qualcosa che sembra generato da un programma!


Il problema più grande è l’interpretazione.

Un tono piatto può essere una scelta strategica, ma questo toglie emozione al contenuto.


L’utilizzo di una sola voce è spesso molto limitativo. Quando si legge, si tende ad attribuire una soggettiva tonalità vocale ai personaggi, cosa che un audiolibro non può fare… salvo che non inseriscano voci differenti, una per ogni personaggio, così come dovrebbe essere. Quest’accorgimento potrebbe effettivamente migliore la qualità di questi contenuti. Un po’ come sarebbe ascoltare un film. Sotto quest’ottica, un audiolibro non sarebbe poi tanto male.


Peccato che la scelta di un ventaglio di voci narranti sia un’accortezza davvero trascurata, rendendo spesso vano l’obiettivo e la validità di tali contenuti.


Tirando le somme, io non consiglierei un audiolibro, neppure uno didattico.

Troppi sono gli elementi trascurati e sottovalutati, anche per quei contenuti considerati “premium”.


Leggere resta sempre un piacere irrinunciabile, nonostante comporti uno sforzo mentale più intensivo del semplice ascolto.


Eppure, non ci si può fare nulla: che sia cartaceo o digitale, leggere un libro rimarrà per sempre il miglior modo di vivere una storia.


Luca Manfredo

 

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