Luca Manfredo The Darken Novels Luca Manfredo The Darken Novels Luca Manfredo The Darken Novels
Luca Manfredo scrittore

Stop a plastica monouso dal 2021

La nuova normativa UE contro la plastica PET


stop plastica monouso 2021

 

Di plastica gli oceani ne sono pieni. Sotto molti aspetti è uno schifo, soprattutto pensando che in una zona dell’oceano Pacifico in cui confluiscono alcune correnti marine, si è formata un’isola di plastica grande quanto la Sicilia. Si parla di circa 25.000 chilometri quadrati!


Una parte di questa plastica deriva da impieghi destinati alla durevolezza, e anche a tal proposito esiste una normativa europea parallela che vedremo in un prossimo articolo.


La maggior parte di questo cumulo di immondizia davvero evitabile deriva però dalla plastica monouso. Ed è proprio su questo problema che il Parlamento Europeo ha espresso la più dura delle sentenze che, a mio parere, trovo corretta al 100%. Non si parla di una limitazione della plastica o riutilizzo di materiali riciclati al suo interno. No, qui si parla di un’abolizione in piena regola.


E molte persone che si interessano dell’ambiente possono dire “finalmente!”.

Già, finalmente qualcuno ha fatto qualcosa in merito! Forse si pensa che tutto sia nato dall’accorato intervento di Greta Thunberg alla Conferenza Mondiale sul clima, ma la legge era già stata approvata dal 27 marzo, perciò mesi prima.


Con più del 95% di voti a favore, il Parlamento Europeo ha così approvato in via definitiva la proposta della Commissione Europea di eliminare completamente l’utilizzo della plastica per i prodotti monouso entro il 2021.


Nel mirino di questa legge finiscono davvero moltissimi prodotti. Dal 2021, diciamo finalmente addio a stoviglie di plastica di qualsiasi natura (forchette, coltelli, cucchiai, piatti e bicchieri); insomma, al diavolo tutto il corredo.

Ma non finisce qui. Infatti, saranno banditi anche sacchetti di plastica e altri prodotti per imballaggi monouso, elementi per cui esiste già oggi una gamma di valide alternative completamente biodegradabili.


Al terzo posto per impatto di inquinamento da plastica monouso troviamo i cotton fioc, quelli per pulire le orecchie. Strano ma vero quando cose così piccole possano diventare un problema tanto importante.

In commercio esistono valide alternative che si sono dimostrate molto più efficaci. Esistono spray appositi che fanno un ottimo lavoro di pulizia, sicuramente migliore che non spingere il cerume a far compagnia al timpano con un’azione meccanica fino a formare ostruzioni ai suoni.


Si parla della biodegradabilità del legno, ma anche qui molti storcono il naso. Le piante è bene lasciarle dove stanno, anche perché senza di loro l’aria diventerebbe ancora più irrespirabile. Certo, il legno è rinnovabile… in anni di crescita! Se 1000 persone utilizzano prodotti di plastica sostituiti con il legno, e che per questo servirebbe un albero per soddisfare le esigenze con prodotti monouso, significa che per quei 5 minuti sarebbero serviti magari 1 anno di crescita alla pianta. Non mi sembra una scelta molto bio.


Una possibilità più bio è la Master-Bi, una bioplastica tutta italiana ottenuta da cellulosa (sempre legno si tratta) e altri prodotti come glicerina e amidi ottenuti da fonti vegetali e sicuramente di rinnovo più rapido che aspettare la crescita decennale di una pianta. A favore c’è la biodegradabilità, diminuita dai 9 mesi per gli attuali prodotti della categoria a soli 3 mesi. Già un buon traguardo.


Un’altra validissima alternativa alla plastica PET è la PLA.

La PLA, o acido polilattico,  è una bioplastica ottenuta dalla lavorazione degli zuccheri presenti nel mais, barbabietola e canna da zucchero, vegetali ad elevata velocità di crescita che permetterebbero una decomposizione più facile e rapida con un più rapido rinnovo delle materie prime necessarie, lasciando le piante intoccate e libere di produrre anche per noi aria più pulita.


Insomma, le possibilità per l’inizio di un significativo cambiamento esistono già oggi, alternative cui i produttori di questi prodotti dovranno per forza adeguarsi o chiudere bottega.


Rispettare l’ambiente dovrebbe essere un dovere civico, e questa legge anti plastica 2021 si prospetta come una lieta notizia per chi ha a cuore il pianeta su cui vive, che lo sfama e disseta e gli dà aria da respirare; un posto in cui crescere i propri figli e costruirsi un futuro.


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