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Luca Manfredo scrittore

Sfumature e contrasti colori nel marketing

Il significato psicologico delle tonalità di colore


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Nell’articolo “La psicologia dei colori nel marketing” abbiamo visto il significato dei singoli colori e come questi siano scelti accuratamente per impostare un’efficace comunicazione visiva attraverso degli stimoli psicologici.

In molti casi, però, in uno sviluppo grafico si utilizzano colori affiancati, magari con contrasti, tonalità e sfumature differenti.


Affiancare un colore a un altro può cambiare il significato dell’immagine stessa.


Prendiamo ad esempio il giallo e il nero.

Il giallo è il colore che ispira allegria e ottimismo, mentre il nero è associato a un concetto di eleganza e qualità. Affrontati in singolo, assumono questi significati, ma se uniti danno luogo a una tendenza psicologica vertente al pericolo. In molti segnali, informatici e stradali, la combinazione di questi due colori instilla proprio un sentimento di allerta (mai capitato di trovartelo sul cellulare quel triangolo giallo con il punto esclamativo nero?).

Se l’immagine nel complesso invece non appare austera, uno sfondo giallo con un motivo in nero dai tratti divertenti e leggeri tende a essere ricordato con maggiore facilità, soprattutto per associazioni in cui leggerezza e allegria prevalgono sulla serietà; molto adatto a un pubblico giovanile.


Il rosso, per esempio, è associato anch’esso al pericolo.

La segnaletica stradale ne fa largo uso per indicare potenziali pericoli e divieti. Il rosso, però, è anche simbolo di audacia e passione, specialmente se usato nelle sue tonalità un po’ scure, ma senza eccedere. Un esempio calzante è il colore impiegato dalla “Coca Cola”, perfetto per rivolgersi a un pubblico giovanile.

Un rosso più brillante, invece, può essere utilizzato come “invito all’azione”, magari per un pulsante appositamente studiato, ma senza esagerare con la saturazione.


L’arancione è un colore molto vivace, ottimo per catturare e canalizzare l’attenzione.

Dagli studi psicologici legati al colore, è emerso che l’arancione produce maggiori risultati nella “call to action”.

Limitarne l’uso se l’intenzione è quella di ottenere un’immagine seria o un layout pulito, poiché la vivacità dell’arancione si appresta più a riferimenti in cui la leggerezza prevale.

Se affiancato al bianco, accresce le sue proprietà “accomodanti”, aggiungendo in se anche un’idea di sicurezza ma sempre associata al divertimento. Si usa spesso questa combinazione per rivolgersi a un pubblico giovanile.


Il verde è un colore molto distensivo e rilassante, associato spesso alla natura e alla salute.

Ispira fiducia se questo tende verso tonalità un può più scure, come quelle pastello.

Il verde troppo acceso, come quello evidenziatore, impatta fastidiosamente la vista, anche se attira molto l’attenzione. È usato con il nero a contrasto per esempio nelle locandine “Affittasi”, ma difficilmente si accosta a progetti grafici che desiderano mantenersi in linea con le peculiarità offerte dal verde; una sfumatura meno vivace, invece, porta con sé l’idea di crescita, stabilità e ricchezza, spesso associato al denaro.


A questo punto, siamo arrivati al fantomatico blu.


Il blu è il colore più utilizzato in ambito web e grafico, con una preferenza maggioritaria oltre il 50%. Questo perché il blu ispira fiducia, capacità comunicative e affidabilità. Non a caso, molte banche e compagnie assicurative lo utilizzano proprio a questo scopo, e persino lo stesso Facebook.

Il suo utilizzo, però, deve comunque essere impiegato con saggezza. Essendo un colore che ispira professionalità e serietà, non è indicato per grafiche ad alto impatto visivo. Il presupposto è all’incirca questo: la fiducia è qualcosa che si crea con il giusto tempo.

Gli accostamenti sono complessi, ma in sostanza si dovrebbe prestare attenzione ai tipi di blu, poiché alcuni funzionano meglio di altri in determinate situazioni. Per esempio, il “Blue Navy” è associato alla fiducia e ai suoi ritmi più lenti per costruire l’idea di solidità e professionalità; mentre il “Blue Royal” è più associato ad azioni impulsive, come un acquisto o un invito all’azione (Facebook rientra in questo caso). In entrambi i casi, il colore mantiene le proprie proprietà comunicative; cambiano solo i contesti.


Per abbinare i colori anche nel marketing, ci possiamo avvalere del “Cerchio di Itten”.


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Il Cerchio di Itten è un grafico circolare che racchiude in sé uno spettro colorimetrico al cui interno troviamo un triangolo dentro un esagono.

Nel triangolo centrale troviamo i 3 colori primari; negli spicchi restanti del esagono, quelli secondari; nel cerchio, troviamo una combinazione dei due enunciati più le varianti terziarie.


Come leggere il Cerchio di Itten per scegliere il giusto abbinamento di colori?


La regola è piuttosto semplice: si possono abbinare solo i colori in opposizione, mai quelli vicini. Basta tracciare una retta sul grafico per sapere quale colore è possibile accostare. Facendo un esempio, si possono accostare arancione e blu, rosso e verde, viola e giallo. Ovviamente le tonalità dei colori possono variare, modificando di conseguenza l’associazione cromatica. Gli unici colori che si apprestano a qualunque affiancamento sono il nero e il bianco, considerati neutri.

Calcolarlo manualmente è complesso, ma esistono dei tool studiati per semplificare molto il lavoro. Il migliore in cui mi sia mai imbattuto è utilizzabile al seguente link:


Color Calculator


Questo potente strumento permette di stabilire i colori complementari, la variante più prossima, la combinazione di tre e quattro colori analoghi; tutto per creare accostamenti di colori in armonia.


E tu, come accosti i colori?

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