Luca Manfredo The Darken Novels Luca Manfredo The Darken Novels Luca Manfredo The Darken Novels
Luca Manfredo scrittore

Pubblicità su WhatsApp

Sventato il timore di account a pagamento


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Si sa da sempre che la pubblicità è l’anima del commercio. Ormai Facebook e Instagram sono inondati di pubblicità, proprio per la capacità di questi mezzi di raggiungere un’utenza precisa basandosi sul tracciamento delle proprie ricerche. Vai su Google e cerca qualcosa, e probabilmente ti ritroverai un annuncio inerente anche sui social. Se poi capiti su Youtube, quest’attitudine alla pubblicità diventa ancora più aggressiva.


E WhatsApp non poteva di certo sottrarsi alla pubblicità per sempre.


Il 2020 è quasi alle porte, e come amara sorpresa era tornata a circolare la voce di possibili costi per la più famosa e utilizzata applicazione di messaggistica istantanea, divenuta tale grazie ai pochi fronzoli e funzionalità che permette a WhatApp di essere veloce e facilmente accessibile anche ai neofiti.


Fortunatamente il pericolo sembra esser stato scampato anche questa volta. Infatti, la casa di Mountain View ha prontamente smentito la notizia, rassicurando gli utenti che l’applicazione resterà gratuita.


Notizia confermata in tale sede, invece, è l’ingresso della pubblicità e inserzioni all’interno di WhatsApp.

Dopo che nel 2004 Facebook ha acquistato la piattaforma per una cifra da capogiro, ben 19,3 miliardi di dollari, l’app ha continuato a crescere, allargando il suo bacino di utenza da numeri davvero enormi: oltre 2,5 miliardi di utenti attivi. E con tutto questo pubblico potenziale, anche Facebook vuole monetizzare l’opportunità.

Accadrà esattamente come siamo abituati all’interno delle Storie di Facebook e Storie di Instagram. Tra i contenuti pubblicati dai nostri amici, troveremo la classica inserzione di pochi secondi.

Per l’assenza di un feed di post, le inserzioni saranno inserite solamente nella sezione Storie di WhatsApp, scongiurando così un’altra notizia che già dai rumors faceva storcere il naso: un piccolo banner in testa o a fondo allo schermo, con la possibilità di poterlo chiudere non appena questo compariva, funzione che in un programma di messaggistica avrebbe sicuramente rotto parecchio le scatole.


Per ora, WhatApp resterà gratuito, adattandosi semplicemente alle specifiche di un mercato che, d’altro canto, dovevamo aspettarci.


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