Luca Manfredo The Darken Novels Luca Manfredo The Darken Novels Luca Manfredo The Darken Novels
Luca Manfredo scrittore

La scaletta di una storia

Quanto la scaletta è importante nella sua stesura


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Spesso ci si pone il quesito su quanto possa essere utile redigere un’accurata scaletta per conoscere quali saranno le linee guida di una storia.


Quali sono le caratteristiche di un personaggio? Che aspetto deve avere? Quali saranno le sue inclinazioni caratteriali? Insomma, chi davvero è?


Utili domande da porsi, in molti casi addirittura fondamentali. Ma, come in molte altre sfaccettature della quotidianità, anche queste hanno la giusta misura, un invisibile confine oltre il quale è consigliabile non eccedere. Ho usato il termine “consigliabile” di proposito, poiché ognuno ha le proprie inclinazioni nella stesura di una storia, infinite possibilità in linea con uno stile che potrà sì assomigliare a quello di un’altra persona praticante di scrittura, ma che mai sarà identico.


La scaletta può anche essere usata per tracciare le linee principali di una storia, così da sapere laddove ogni personaggio vivrà il proprio ruolo, per non dimenticare le vicende e, a volte, le vicissitudini che l’hanno condotto lì dove egli è giunto; oppure, cosa assolutamente importante in una storia, per mantenere la coerenza del personaggio.


Fino a che punto una scaletta è utile?


Se impropriamente utilizzata, una scaletta può trasformarsi da comodo sostegno in un’acuminata lama dalla punta avvelenata che potrebbe minare la salute e l’integrità anche della storia più solida e originale.


La scaletta in un romanzo può essere un enorme limite, un vincolo che lo scrittore impone ai propri personaggi, impedendo a loro di vivere la propria storia. Queste linee guida finiranno con il diventare catene imprigionanti contro le quali la storia lotterà fino allo strenuo delle forze, finché questa avrà ancora la volontà di opporsi. E quando ciò accadrà, questa morirà lentamente, soffocata dall’assenza di libertà.


Immagina di essere uno dei personaggi. Con la consapevolezza che la tua vita è stata definita sin dall’inizio, che è incisa nella roccia senza alcuna possibilità di cambiamento, né di fuga da un futuro nitido e inevitabile, vivresti la tua storia con lo stesso spirito di chi ha un’esistenza ancora tutta da scrivere?


Io una volta ho provato a farlo, così per gioco. Non era una vera storia, ma una bozza di un racconto breve ispirato a uno stile manga. Sono passati tanti anni da allora, ma ancora oggi io sono un appassionato di cartoni animati di qualità.

Il punto, però, è un altro: la scaletta aveva creato dei personaggi privi di quella che io chiamo “fiamma”, quel calore luminoso che li fa ardere di vita. La storia era così vincolata che è morta immediatamente alla prima lettura.

All’epoca non avevo alcuna esperienza, e forse questo è stato l’elemento determinante. Ma è proprio grazie a questo abuso che ho compreso che, come tutte le cose, anche l’utilizzo di una scaletta ha i propri limiti.

A oggi, personalmente, non ne faccio uso, nemmeno in minima parte. Prendo qualche appunto sulle caratteristiche fisiche dei personaggi, o su termini tecnici validi solo nel libro, originati anche dalla fantasia, per non dimenticare utili dettagli non facili da ricordare. Oltre a ciò, però, non faccio uso di scaletta.


Come si mantiene, allora, la coerenza di un personaggio, o l’attenzione ai dettagli di una storia?


Se un personaggio è libero di vivere la propria vita, senza sapere con certezza che cosa accadrà dopo, esattamente come succede nella vita reale, allora la coerenza verrà da sé. Non bisognerà cercarla, passare ore a studiare i dettagli di una storia che basterebbe seguire nel suo flusso, come sarebbe farsi trasportare dalla corrente di un fiume dalla sua sorgente montana fino al suo sbocco sul mare.


Lascia che la storia viva se stessa, e vedrai che saprà sempre come ricompensarti facendo accadere cose che mai ti saresti aspettato. Potrebbe sorprenderti la piega che gli eventi assumeranno.

Provare per credere.


 


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