Luca Manfredo The Darken Novels Luca Manfredo The Darken Novels Luca Manfredo The Darken Novels
Luca Manfredo scrittore

Il cappio dell’Articolo 13

Limitazioni ai contenuti realizzati anche da privati


 

Il cappio dell’Articolo 13. Questo è il titolo di oggi.


Ciao, sono Luca.


Oggi mescoliamo un po’ le carte e peschiamone una che tratta un tema odierno e delicato: l’articolo 13.


Iniziamo facendo chiarezza su cosa si tratta.


L’articolo 13 nasce con lo scopo di proteggere con più attenzione i diritti d’autore.


Quest’articolo è stato approvato lo scorso settembre dal Parlamento Europeo di Strasburgo, ma che prima di entrare effettivamente in azione a tutto campo, la successiva modifica (ed evidenzio modifica) deve ancora essere approvata da alcuni organi politici dell’Unione Europea.


Fin qui tutto bene.

Proteggere il copyright è essenziale per preservare i meriti di chi si fa un mazzo tanto a produrre contenuti, che sia per marketing, intrattenimento, istruzione e anche per scopi privati, come potrebbe essere questo video o quello delle proprie vacanze al mare, oppure di suonare una cover di un pezzo famoso; insomma, ci sono milioni di possibili applicazioni che non prevedono lucro.


Per com’è adesso, l’Articolo 13 ha già mietuto vittime con Wikipedia, portando la più grande piattaforma enciclopedica al mondo a chiudere i battenti per un breve periodo al fine di rimuovere milioni di immagini dal sito che fino a qualche settimana prima non ledevano alcun copyright.


Ma andiamo avanti, toccando punti sempre più vicino a noi.


Adesso, l’articolo 13 minaccia anche Youtube, la più grande piattaforma video al mondo.

Qui sì che si monetizza, però a tutto deve esserci un limite.


I video realizzati da privati potrebbero violare le normative di un copyright dal cappio sempre più stretto. Significherebbe toccare tutti i contenuti contenenti un sottofondo musicale, le immagini in esso contenuti, fino ai temi trattati nel video stesso.


Questa, amici miei, è un mezzo di censura, bello e buono.


Se l’articolo 13 fosse approvato, milioni di video andrebbero cancellati, e i canali ospitanti potrebbero, in casi estremi, subire anche la chiusura, come da normativa da sempre vigente su Youtube.


Magari voi direte: «Io non carico nulla su Youtube, quindi non mi frega un cazzo dell’articolo 13».


Certo… se le cose si fermassero lì.

Questo emendamento riguarderebbe anche tutti social.


Da un lato, c’è il costo e lo sbattone per i social: di questo, a noi, non ci frega proprio nulla, perché nel momento in cui loro dividono gli utili, a noi non danno un picco. Questo comporterebbe a loro di controllare preventivamente tutti i contenuti che si cerca di caricare. E se questi violano i diritti…


Dall’altro, invece, ci riguarda eccome.

Se realizzate un video delle vostre vacanze o i vostri cari, e per un sottofondo musicale vi ritrovare a ledere un copyright?

Beh, personalmente io mi incazzerei come un pinguino.


Inoltre, tenendo conto delle migliaia di contenuti caricati al giorno, potrebbero emergere periodi di caricamento più lunghi a quelli istantanei cui siamo abituati… almeno secondo la logica.


Questa modifica di legge non entrerebbe in vigore da un giorno all’altro; come sempre, ci vorrà almeno un periodo di incubazione di un anno.


È un tema molto delicato e complesso. Basta davvero poco per rompere gli equilibri.


A noi poveri mortali non resta che aspettare l’esito di questa battaglia, sperando che un colosso come Youtube possa arginare la valanga di cacca che potrebbe abbattersi in futuro su tutti i nostri contenuti.

 

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