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Luca Manfredo scrittore

Come usare da tag H1 a H6 per ottimizzazione SEO

Creare una corretta gerarchia di testo usando i titoli SEO


guida titoli seo h1 h6

 

Nella SEO, cioè l’ottimizzazione on-page per i motori di ricerca e fondamentale per farsi trovare sul web, i meta-tag non sono l’unica parte indispensabile di cui curarsi. Certo, sono fondamentali, ma non rappresentano il 100% dell’ottimizzazione.


Prima di proseguire, facciamo ancora un piccolo passo indietro che è utile per capire l’importanza di utilizzare correttamente questi strumenti SEO gratuiti.


Il Tag Title è il testo che compare nella SERP dei motori di ricerca, probabilmente il titolo più importante di tutti.


A questo proposito, il tag Title dovrà essere valorizzato al massimo, inserendo le parole chiave necessarie a identificare il contenuto della pagina.

Ricorda che la coerenza è tutto!

L’algoritmo di Google è in grado di verificare la pertinenza tra il Title e il contenuto testuale della pagina. Oltre a questo controllo, è in grado di approfondire la ricerca anche ai titoli e sottotitoli interni, che andremo a vedere tra un attimo.

Per chi fosse interessato ad avviare una campagna AdWords, sappia che una pertinenza maggiore permette di aggiudicarsi posizionamenti migliori negli annunci vincendo nelle aste con costi inferiori. Se offro 2 euro ma ho pertinenza bassa, un altro offerente con 50 centesimi ma pertinenza più alta si aggiudicherà l’asta.


Il tag Title ha a disposizione 512 pixel per non essere spezzato in lunghezza dai motori di ricerca.

Questo non significa che Google non terrà conto dell’intera stringa. Più che altro è solo un accorgimento. Questa misura in pixel corrisponde a 60 caratteri, spazi inclusi.


Ovviamente, il tag Title dovrà contenere le keyword principali ma organizzate in una frase sensata. Google lo userà per indicizzare e posizionare la pagina, ma in primis bisogna pensare al lettore reale.


All’interno della pagina esistono i titoli, da H1 a H6, un ordine gerarchico che spezza il testo in blocchi per favorire l’ottimizzazione SEO.


I cosiddetti “tag H” sono dei separatori, dei titoli interni a una pagina web che aiutano soprattutto a chi scrive di suddividere il testo secondo una gerarchia.

Su questa logica, H1 sarà il più importante; H2 avrà un ruolo subordinato, e così via, fino a H6, l’ultimo tag disponibile nell’HTML.


Analizziamo un caso alla volta, partendo dal più importante.


H1: titolo della pagina

Il tag H1 esprime il titolo della pagina.

Da non confondere con il tag Title. Il titolo H1 e quello della pagina possono essere simili, ma non identici. Questo perché Google è in grado di valutare la differenza tra i due tag e stabilire una diversificazione tra Title che appare nella SERP e il titolo della pagina.


Ciò che conta è che la parola chiave principale (non la stessa frase) appaiano in entrambi i tag.

Per esempio, la pagina presenta un libro fantasy. Dalle ricerche emergono queste keyword:


  • Libro fantasy
  • Libri fantasy 2018


Questa sono le basi su cui creare Title e H1


  • Il Title della pagina potrebbe essere: «Libri fantasy 2018: The Awakening of the Shadows».
  • L’H1 potrebbe essere tipo: «The Awakening of the Shadows: il primo libro fantasy della trilogia Darken Novels».


Se vuoi inserire il nome del tuo libro o prodotto, fallo alla fine del Title. Devi dare maggiore importanza ai contenuti che un utente cercherà più facilmente.


In certi casi, come opera WordPress, H1 e Title coincidono, diventando la stessa cosa. Questo non è sbagliato, e Google non lo penalizza in alcun modo. La scelta è solo strategica. Per esempio, potremmo voler usare delle keyword diverse per Title e H1, così da poterle utilizzare entrambe all’interno della stessa pagina, in modo leggibile e naturale.


In ogni caso è consigliabile inserire un solo H1 per pagina.

In alcuni casi si tende a usarne anche più di uno ma solo se si fa uso del tag “section” e la relativa intestazione “header”. Si può pensare come a un giornale: ogni articolo diverso avrà il suo titolo (H1) e sottotitolo (H2), con relativo corpo di testo. Questo discorso è valido se gli argomenti sono diversi. Per esempio, se si tratta di “abbigliamento” in un articolo e “occhiali da sole” nell’altro, ma entrambi presenti sulla stessa pagina.


H2: sottotitolo della pagina

L’H2 è il sottotitolo che spesso si accompagna all’H1.

Anche questo dovrebbe essere univoco, ma l’eccezione si applica allo stesso modo del titolo H1.

La funzione dell’H2 è di descrivere meglio gli aspetti del contenuto della pagina, un approfondimento del titolo che non dovrà comunque eccedere in lunghezza, mantenendosi nei confini di un singolo paragrafo.


H3: titoli dei paragrafi

Definito titolo e sottotitolo della pagina, solitamente si passa al corpo del messaggio.

Il testo potrà contenere diversi paragrafi, cui magari si rifanno argomenti correlati ma strettamente inerenti al contenuto della pagina. Per esempio, in quest’articolo ho usato un H1 per il titolo interno, un H2 per descrivere il contenuto con qualche parola in più e gli H3 per spezzare in contenuto del testo in più parti per spiegare la differenza di utilizza di H1, H2 e H3 (ho anche inserito un H4 per gli esempi di Title e H1, ma questo lo vediamo tra poco).

A differenza dei primi due tag, gli H3 possono essere più di uno per sezione.


H4: sottotitoli dei paragrafi oppure divisione interna

In un H3 ci può trovare nella condizione di dover essere ancora più capillari nella suddivisione. In questi casi si usa appunto l’H4.

Si può usare anche secondo il modello H1-H2, cioè come titolo e sottotitolo non della pagina, ma nel singolo paragrafo.

Come per il precedente, non c’è un numero consigliato a limitazione di utilizzo.


H5 e H6: divisioni interne sempre più capillari e specifiche.

Come intuibile, l’H5 deve stare all’interno dell’H4, così come l’H6 sta nell’H5.

Il principio di utilizzo è lo stesso. Se riuscite a inserire keyword o frasi chiave all’interno tanto meglio. A questo punto, il consiglio è puntare su keyword minori, anche con poca importanza e popolarità. Per quelle importanti ci sono gli altri tag.


Un esempio completo su come usare i tag Title e “H”.



Libri fantasy 2018: The Awakening of the Shadows


The Awakening of the Shadows: il primo libro fantasy della trilogia Darken Novels (H1)

Il primo romanzo di Luca Manfredo, un connubio fra thriller e fantasy (H2)


(Testo normale a scopo introduttivo)

The Awakening of the Shadows è il mio primo romanzo, un’opera in cui il genere thriller e fantasy si uniscono per dare vita a una storia emozionate e imprevedibile.

Vediamo quali sono i punti salienti del libro.


Primo punto: il genere narrativo (H3)

Come detto, il genere narrativo si presenta come un equilibrato mix fra thriller e fantasy.

Diversi sono i punti di contatto tra questi due generi che sembrano così diversi, ma che ben riescono a fondersi per creare una narrazione frizzante.

Ma come lavorano in sinergia questi due elementi? Come sono impiegati per dare forza alla storia?


Il thriller (H4)


Il fantasy (H4)

Riconducendosi a un modello di vita reale, il genere fantasy affronta diversi temi.


La visione della quotidianità. (H5)

I valori socio-culturali di un modello sociale realistico (H5)

Tra questi possiamo identificare anche questi aspetti ancor più capillari.


La visione dei valori dell’amore (H6)

La visione della famiglia (H6)


Questo è un esempio un po’ grezzo e articolato velocemente, ma comunque rende l’idea di come usare i tag “H” in un contesto reale.

Usarli fino all’H6 non è facile, perché solitamente non si scende a un livello di dettagli così profondo. Ma con un po’ di impegno, si può comunque fare. Di certo, se utilizzati rispettando la gerarchia, non comportano nessuna penalità nell’indicizzazione e posizionamento.


A voi la scelta su come usarli.


Conclusioni: come usare i tag H1 a H6


  • H1 per il titolo
  • H2 per il sottotitolo
  • H3 per il titolo del paragrafo
  • H4 per le parti interne al paragrafo che richiedono suddivisione
  • H5 e H6 per suddividere ancora più capillarmente il testo


Con questo è tutto.

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