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Luca Manfredo scrittore

Come impaginare correttamente un romanzo

Le misure e impostazioni ottimali per un’efficace impaginazione


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Quando si scrive un romanzo, una corretta impaginazione è essenziale quanto la punteggiatura o una buona trama.


Spesso ci si avvale di programmi di videoscrittura come “Word” o il gratuito “Open Office” per impaginare. Si pensa che indentare i paragrafi e la prima riga degli stessi, impostare la sillabazione automatica e i corretti margini sia abbastanza da ottenere un buon risultato finale.

Dalla mia personale esperienza ho potuto vedere che questi programmi sono ottimi per scrivere rapidamente il corpo della storia, grazie alla pronta disponibilità dei comandi, facili da raggiungere con un semplice click, ma non sono sufficienti per ottenere un risultato professionale.


Quali sono le specifiche più adatte a un’impaginazione editoriale?


Partiamo dalle basi, da un aspetto probabilmente logico: la scelta del font.

Quando si scrive un libro, chiarezza e facilità di lettura sono l’elemento principale. Un font “particolare” può andare bene per il nome di un capitolo, ma non per il corpo dello stesso. Un font poco chiaro rende meno scorrevole la lettura, affaticando il lettore.

Personalmente, io mi avvalgo le “Time New Roman”. Il font è pulito e installato su qualsiasi macchina tipografica, poiché sono proprio i tipografi che dovranno occuparsi della stampa, e la sua totale diffusione lo rende uno dei formati più usati al mondo.

Il secondo motivo per il quale scegliere questo font, e che a volte si sottovaluta, è per la forma, spaziatura e dimensione delle virgolette caporali «». Esse sono l’anima dei dialoghi, un netto e chiaro confine che ne delimita l’esistenza. Caporali ben definite sono molto importanti per non minare la scorrevolezza e aspetto del libro. Ci tengo a sottolinearlo perché, quando ancora non sapevo nulla di impaginazione, il tipografo mi aveva fatto notare che le caporali erano troppo piccole rispetto al testo, e di scegliere un font più adeguato. E, dannazione, aveva ragione!

 

Ecco una lista dei font che è consigliabile utilizzare:

 

  • Time New Roman
  • Calibri
  • Arial
  • Georgia
  • Helvetica
  • Verdana


Il font Calibri si dimostra molto equilibrato nelle sue forme e proporzionalità, proprio come il Time New Roman.

Da prestare attenzione alla “corposità” del font. Alcuni, come Arial ed Helvetica si dimostrano quasi in grassetto, pur senza alcuno stile di carattere applicato; il Verdana, addirittura, nostra una maggiore spaziatura tra i singoli caratteri. Perciò, grande attenzione alla scelta del font, spesso elemento sottovalutato!


Superato lo scoglio del font, passiamo all’interlinea.


L’interlinea è lo spazio che intercorre tra una riga e l’altra. 

In molti libri che ho letto e che apprezzo, ho notato la presenza di font grandi, magari 12pt, e un’interlinea doppia. Certo, il testo appare più chiaro, ma un libro da 250 pagine con tali impostazioni a 12.90 euro lascia un pizzico di amaro in bocca: nemmeno iniziato a capirne il senso che il libro è già finito!

Nelle specifiche più consigliate, soprattutto in un romanzo, questi valori davvero non si addicono a una corretta impaginazione.

Se il romanzo è corto, va bene anche un font 12pt, ma l’interlinea non deve superare il 120%. Significa un’interlinea impostata a 1.15pt; oppure lasciando al software il compito di gestirla in automatico.

Se il romanzo tocca le 300 pagine, un font 12pt è sconsigliato e, addirittura, penalizzato dalle case editrici. In questo caso, la dimensione del font dovrà necessariamente scendere. Fino a 634 pagine, il font potrà essere mantenuto a 11pt, con un’interlinea definita in automatico dal programma. In questo modo, le pagine appariranno piene ma facilmente scorrevoli.

Nel caso di un tascabile, impostare un font a 12pt è impensabile. Solitamente il font non supera mai i 10pt.


I margini di un romanzo devono essere definiti con cura secondo la tipologia di libro.


Se parliamo di un romanzo, i margini dovranno essere impostati a 18mm, tranne quello inferiore che dovrà essere di 23mm.

Per un tascabile, le misure si riducono sensibilmente: 15mm per gli altri margini e 20mm per quello inferiore.


A seconda della tipologia di libro, romanzo oppure tascabile, le dimensioni della pagina cambiano.

Le dimensioni variano in base alle esigenze della casa editrice, ma queste differenze divergono molto spesso solo di pochi millimetri. Nel dubbio, se bisogna magari inviare un file a una casa editrice per la candidatura alla pubblicazione, ci possiamo avvalere di dimensioni standard:


  • larghezza 150mm e altezza 230mm per la tipologia tipografica romanzo
  • larghezza 114mm e altezza 172mm per la tipologia tipografica tascabile.


Fino a questo punto, il caro e buon Word andava benissimo. Ora, però, arriviamo al punto in cui le sue funzioni non sono più sufficienti, a cominciare dal paragrafo.


Vero, ma è sufficiente scegliere l’allineamento giustificato e il problema si risolve.

Sbagliato!

 

Sarà capitato di notare che la spaziatura tra le parole sulla stessa riga magari si mostra più ampia o stretta rispetto alle altre, generando un’antiestetica distribuzione del testo che, diciamocelo chiaro, dà piuttosto fastidio.


Come fare allora a risolvere il problema con Word?

La risposta è semplice e veloce: non si può.

 

Non è possibile poiché il problema non è riferito semplicemente all’allineamento, ma è derivante dalla sillabazione. E, anche se il paragrafo non si manifesta come problema principale, lo sarà in chiusura con l’ultima riga, quando questa dovrà essere giustificata, magari contenente poche parole. Un risultato visivo disastroso!


Come si può risolvere il problema dell’impaginazione?


Un software adatto allo scopo è InDesign. Il programma è a pagamento, ma per i primi 30 giorni si può scaricare in prova gratuita. Un mese sarà più che sufficiente per impaginare un paio di libri, anche perché le funzioni principali non sono molte. Questo non vuole essere un articolo tutorial, altrimenti diventerebbe troppo lungo. Mi limiterò a indicare i nomi delle funzioni, se doveste imbattervi in questo formidabile programma, cosicché possiate muovervi in una ricerca più mirata e veloce (ma se volete il tutorial… Scrivetemi e, con abbastanza richiedenti, potrei girare un breve video gratuito da postare sulla mia Pagina).


La prima funzione che vedremo è accessibile nel pannello “Finestra->Testo e tabelle ->Paragrafo”. Si tratta di un’impostazione di giustificazione avanzata ottenibile con un semplice click, come faremmo in Word. Questa di chiama “Giustifica (ultima riga allineata a sinistra)”. Questo comando, impedisce al testo di distribuirsi omogeneamente nell’ultima riga del paragrafo, eliminando quell’antiestetica spaziatura.


All’interno del paragrafo, il problema della sillabazione continua a permanere. Per risolverlo in modo efficace, InDesign ci viene incontro con l’apposita funzione. Il programma offre delle funzioni chiamate “Stile di paragrafo”, accessibili a “Finestra->Stili->Stili di paragrafo”. Creando uno stile, questo sarà applicabile a qualunque testo con un semplice click, senza dover impostare nuovamente tutti i valori, una comodità non da poco per ottimizzare i tempi di impaginazione.

Nella finestra di questi stili, troviamo appunto alla voce “Sillabazione”. A differenza di Word, InDesign offre molti controlli in più per gestire gli spazi e la sillabazione stessa. Senza girarci troppo attorno, i valori da impostare per un font 11pt sono:


  • Parole con almeno 5 lettere; 
  • Dopo le prime 2 lettere; 
  • Prima delle ultime 2 lettere;
  • Limite sillabazione 3 trattini;
  • Area sillabazione 12,7mm;
  • Seconda tacca nel regolatore tra “Spaziatura ottimale” e “Meno trattini”;


Nelle linee guida basilari, questo è tutto il necessario a ottenere un’efficace e professionale impaginazione. InDesign offre molto di più, come controlli e funzioni ancora più capillari, ma queste servono solamente a rendere più agevole e rapido il lavoro.


Spero che questo lungo articolo sia stato utile per impaginare il vostro libro come meglio merita.



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